Poesie sulla Natura
Mi sveglio all’ululato di lupi di montagna
che con loro portano aria di buio e cenere.
Il chiaro di luna mi accompagna nel mio cammino
fino a quando non trovo la fonte che mi disseta.
Ed il fruscio delle acque rende lodo il mio sforzo,
sentire l’acqua come il mio sangue.
E tornar tutt’uno con il cosmo,
con gli antenati e le nebbie di un tempo.
L’ultima primavera è alle porte,
ed i fiori sono in bocciolo.
Tutto è chiaro ora che guardo,
il mio riflesso nello specchio che scorre.
Le stelle sembrano planare su di me,
seduto su un colle in meditazione.
Come leggiadri cigni alla fine del volo,
vengono a baciarmi di luce sulla fronte.
Bevo liquore amaro pensando alla vita
ed a quanto sono lontano dalla pace,
dalla natura e da ciò che mi circonda.
Non sono davvero qui, ora provo
a radicarmi come albero e radici.
Affondare la mia carne in quella fredda
della Terra d’autunno.
E provare per una volta ancora
l’ebbrezza dell’esser soli.
Astro arancio che mi cuoce la faccia
mi inonda di luce e di immenso calore.
Solare sfera perfetta e lontana
nutre i miei occhi e il mio desio.
E calde giornate d’estate abbracciano
la mia pelle viva ma bisognosa di cure.
Steso in terra in balia del sole
assorbo l’umore che esso lascia su me.
Nell’antro verde di foglie e aria matura
mi inoltro in cerca di pace interiore.
Fronde sinistre eppure così care
mi accolgono come una cupa madre bramosa.
Cammino tra gli alberi ad occhi chiusi,
lasciando che le dita tocchino la pelle,
ruvida spessa, sughero a tocchi,
e linfa salmastra che spilla dai tronchi.
La luna appena si intravede dal tetto
di rami e spicchi di cielo consunti.
Ma la notte è al termine
il buio è sconfitto
ancora una volta in roteo miracolo.
E spunta l’alba di un giorno nuovo
che colora d’incanto e rossa i manti.
E splende il sole sulla rugiada,
di foglie che ormai temevano l’oblio.
