Archivi del novembre, 2009

  • Poesie sull’Erotismo

    Lascivia il suono del tuo corpo
    sul mio umido di voglia e di sudore.
    Tempesta gli ansimi che si rincorrono
    come nuvole cariche di pioggia e stenti.
    Il mio candore non può durare
    è grande il desio di un abbraccio
    profondo, denso come araba bevanda.
    Che torna sui tuoi capelli mori
    e sull’ombra al riparo di tornite gambe.

    Cocente, arsura di sabbia molle e lieve.
    Un soffio la fa fremere, una carezza volare.
    Eppure il mare può devastarla
    e renderla limpida e fresca.
    Come dopo una tempesta
    l’esplosione d’amore bagna la rena
    e la lascia stesa, morente
    ma piena di vita nuova.

    La mia voglia di te
    somiglia al desio di un gusto nuovo
    La sete di un pomo fresco
    e il potere di premerlo tra le dita.
    L’idea del suo sapore
    entra nella mente ancor prima
    d’assaggiarlo.
    E la sua buccia, liscia al tatto
    risveglia istinti sopiti e cari.

    Il sospiro di voci lontane
    rimbomba nelle orecchie
    ed accende il desiderio
    di corse d’estate.
    Limpide e lisce
    son le voglie mie,
    che sembran dune
    di arancio cotto al sole.
    Vieni amore, spingi il tuo
    corpo sul mio fremente.

    Sveglia Irma che l’ora è vicina
    riporta il sorriso sulle tue labbra.
    Preparati al simposio d’amore
    che per te il giovine crea. Leggi il resto… »

  • Poesie sulla Natura

    Mi sveglio all’ululato di lupi di montagna
    che con loro portano aria di buio e cenere.
    Il chiaro di luna mi accompagna nel mio cammino
    fino a quando non trovo la fonte che mi disseta.
    Ed il fruscio delle acque rende lodo il mio sforzo,
    sentire l’acqua come il mio sangue.
    E tornar tutt’uno con il cosmo,
    con gli antenati e le nebbie di un tempo.
    L’ultima primavera è alle porte,
    ed i fiori sono in bocciolo.
    Tutto è chiaro ora che guardo,
    il mio riflesso nello specchio che scorre.

    Le stelle sembrano planare su di me,
    seduto su un colle in meditazione.
    Come leggiadri cigni alla fine del volo,
    vengono a baciarmi di luce sulla fronte.
    Bevo liquore amaro pensando alla vita
    ed a quanto sono lontano dalla pace,
    dalla natura e da ciò che mi circonda.
    Non sono davvero qui, ora provo
    a radicarmi come albero e radici.
    Affondare la mia carne in quella fredda
    della Terra d’autunno.
    E provare per una volta ancora
    l’ebbrezza dell’esser soli.

    Astro arancio che mi cuoce la faccia
    mi inonda di luce e di immenso calore.
    Solare sfera perfetta e lontana
    nutre i miei occhi e il mio desio.
    E calde giornate d’estate abbracciano
    la mia pelle viva ma bisognosa di cure. Leggi il resto… »